L’Ance annuncia 11 milioni di edifici a rischio: il sisma bonus deve essere esteso

di Daniele Pace Commenta

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Grazie al bonus per l’efficienza energetica e quello per la ristrutturazione antisismica, sia i costruttori che i proprietari possono usufruire di tale opportunità, e costruire delle case non solo sicure, ma anche in grado di far risparmiare soldi sulle bollette ed accrescere il valore dell’immobile. Con tale bonus, si può arrivare a coprire fino all’85% della spesa affrontata, nel caso in cui si salga di due classi di rischio. Al momento però il sismabonus non riesce a coprire tutti gli edifici a rischio, che sono 11 milioni, ma solamente quelli presenti nella zona 1, ovvero la più pericolosa, che ha u tetto di 96.000 mila euro. Proprio per questo, l’associazione dei costruttori vuole l’estensione del bonus, non solo per il loro interesse economico, ma anche per l’interesse della popolazione e dell’intero bilancio pubblico. Il costo complessivo per gli interventi di ristrutturazione per il miglioramento sismico si aggira intorno ai 105 miliardi di euro, molto meno rispetto ai 188 miliardi di euro che sono stati spesi tra il 1944 ed il 2013, per far fronte alle spese post-terremoto, non considerando i costi in termini di vite umane. Il problema della sismicità del nostro paese è sempre presente, e la prevenzione è l’unico modo per portare sicurezza in caso di terremoti.