G20 Seul: Merkel vs. Obama “No a nuove Bolle”

di Gianfilippo Verbani 1


 Bisogna mettere fine a qualsiasi “sorta di squilibri” che hanno portato alla crisi economica e tutti i “paesi devono fare la propria parte”. E’ questo il messaggio contenuto nella lettera inviata da Barack Obama agli altri leader del G20, il cui contenuto è stato diffuso dalla Casa Bianca poco dopo l’arrivo del presidente americano a Seul dove oggi partirà il vertice. Con la lettera inviata ai leader del G20, Obama intende ribadire la necessità che ci si allontani dall’idea di un’America tutta proiettata al consumo di beni a credito: “Tutti riconosciamo il fatto che non potremo avere delle fondamenta per una ripresa solida e durevole se le famiglie americane smettessero di risparmiare per tornare a spendere a credito”.

“Allo stesso tempo nessun paese può raggiungere da solo il nostro comune obiettivo di una forte, equilibrata e sostenibile ripresa” ha poi aggiunto il presidente americano, che difende la recente decisione della Federal Reserve, di immettere 750 miliardi nell’economia sostenendo che il mondo ha bisogno di una robusta ripresa americana. “Una forte ripresa che crea lavoro, reddito e spesa è il principale contributo che gli Stati Uniti possono dare alla ripresa globale – scrive ancora Obama – la forza del dollaro poggia in ultima analisi sulla fondamentale forza dell’economia Usa”.

Ma proprio sulla mossa della Fed si registra il monito, anche se indiretto, della Cancelliera tedesca Angela Merkel. “Nessuno può avere interesse a creare nuove bolle”, ha detto prima di partire per Seul. Un invito ad andare “avanti con determinazione” sulla strada delle riforme arriva dal premier italiano Silvio Berlusconi, che arriverà oggi a Seul: “Al riguardo, vorrei sottolineare l’importanza di affrontare i temi della speculazione finanziaria e della manipolazione dei mercati, in particolare nei mercati delle materie prime. Si tratta di questioni di cruciale importanza: sono riemerse ampie fluttuazioni nel prezzo delle materie prime, con un rinnovato e preoccupante impatto sui Paesi più poveri”.


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