Fondo di solidarietà mutui: le banche (per ora) rifiutano le richieste

di Fil 3

Le famiglie italiane in difficoltà con il pagamento della rata mensile del mutuo devono ancora purtroppo aspettare prima di poter far leva, nel rispetto dei requisiti richiesti, sulla misura inerente il Fondo di solidarietà per i mutui sulla prima casa. In accordo con quanto denuncia il Sunia, il Sindacato degli Inquilini, per il momento tale misura, in assenza della nomina del cosiddetto Gestore, è infatti in tutto e per tutto un bluff visto che gli Istituti di credito stanno respingendo le richieste, peraltro verbali, di accesso alla misura da parte delle famiglie in difficoltà. Il Fondo di solidarietà sui mutui, lo ricordiamo, è partito lo scorso 2 settembre 2010 ma solo formalmente visto che ancora la misura non è pienamente operativa come si evince tra l’altro visitando l’apposita pagina Web del sito Internet del Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento del Tesoro dove ancora non è stata messa a disposizione online la relativa modulistica.

Come diretta conseguenza, le banche non possono procedere e le famiglie sono costrette ad aspettare; secondo il Sunia trattasi di un’attesa che altro non fa che aggravare la crisi sociale nel nostro Paese ai danni delle famiglie più deboli e più bisognose. D’altronde, in accordo con quanto riporta il Sunia con una nota, è stata proprio l’Abi, Associazione Bancaria Italiana, a far presente con una Circolare che per il Fondo di solidarietà sui mutui non è possibile procedere per ragioni che spaziano dall’assenza della modulistica ufficiale dal sito Internet del Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento del Tesoro, all’assenza del manuale operativo.

Inoltre, servono anche dei tempi tecnici affinché a livello infrastrutturale gli istituti di credito possano “mettersi in regola” per l’applicazione di tale misura che, lo ricordiamo, non è con adesione facoltativa da parte della banche come la moratoria Abi-Consumatori, ma obbligatoria in quanto disciplinata da una Legge.

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