Il Fondo Pensione di AXA: cinque comparti, dal garantito al dinamico, per tutti i palati

di Moreno 1

In questi ultimi giorni, ci siamo occupati spesso della tematica dei fondi pensione. Abbiamo così scoperto che gli studi di mercato più recenti fotografano gli italiani come un popolo scarsamente propenso ad assicurarsi in maniera corretta, nonostante la valutazione del rischio sia in molti casi “consapevole”. Un’altra rivelazione emersa da questi studi, è la diffidenza riservata alle formule di previdenza complementare: meglio lasciare il TFR in azienda, pensano in molti, tanto che – ad esempio – il fondo di categoria Espero (dedicato agli insegnanti) ha avuto 85mila adesioni a fronte di una platea di 1milione 300mila potenziali aderenti. Ma le compagnie di assicurazioni si muovono eccome, e lo dimostrano – tra le altre – le offerte di AXA.

I comparti di investimento del fondo pensione di AXA sono ben cinque: conservativo, prudente, equilibrato, dinamico e – ultimo ma non meno importante – garantito. A dispetto dei nomi, che almeno nei primi tre casi lasciano intendere ci si stia affacciando ad un investimento “sicuro”, solo l’ultimo di questi comparti assicura un rendimento esplicitamente garantito. Nello specifico, l’importo minimo coperto da AXA è pari alla somma, maggiorata del 2% annuo, dei contributi netti versati al comparto, inclusi gli eventuali importi derivanti da trasferimenti.

La compagnia ha scelto di predisporre un comparto di questo genere proprio per venire incontro alle esigenze di quell’audience ancora incerta (di cui sopra) tra il lasciare il TFR in azienda o “portarlo fuori” per farlo investire (e quindi rendere) da professionisti: le performance sono perciò garantite, come lo è un TFR “mantenuto”, ma AXA ha pensato bene di dare al comparto almeno un minimo di redditività, proprio per disincentivare le intenzioni di chi mantiene la liquidazione in azienda. Sul versante dei costi di gestione, invece, essi variano chiaramente sulla base di quanta parte azionaria vi è nel comparto scelto. Per una permanenza di 35 anni, si va dallo 0,87% di incidenza del comparto garantito all’1,61% previsto per il comparto dinamico.

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