Fondi Pensione, gli italiani non ci pensano: solo 1 su 4 attivato

di Moreno 1

…e mentre l’INPS ha aperto il 2011 festeggiando il secondo attivo di bilancio negli ultimi due anni (+22 milioni nel 2009, +1 nel 2010); e mentre il Governo ha varato un piano pensionistico in base al quale le finestre sono state sensibilmente rimpicciolite (ossia: per andare in pensione servono requisiti sempre più elevati); mentre avviene tutto questo, gli italiani ancora non hanno capito che nel loro destino c’è necessariamente la stipula di un fondo pensione, ossia di un piano previdenziale che ciascuno deve prendersi la briga di alimentare se non vuole che la sua “minima” di domani (purtroppo la dimensione dell’assegno mensile va diminuendo di anno in anno) non sia infima, insufficiente anche solo per una sopravvivenza che si possa definire dignitosa.

Solo un lavoratore su 4 si è iscritto, infatti, ad un fondo pensione. In Italia, facendo i conti senza tenere in considerazione i publici dipendenti, ci sono 21,5 milioni di lavoratori tra autonomi e dipendenti; solo poco più di 5 milioni tra questi, il 23,4% per amore di precisione, hanno aderito ad una forma pensionistica complementare. Il dato, che deve suonare come un campanello d’allarme, emerge da una elaborazione della CGIA di Mestre. Sarà per sarsa informazione, sarà per disinteresse, resta il fatto che sono ancora molti di più i lavoratori che restano propensi a lasciare il TFR accantonato in azienda.

Una scelta, questa, legata anche ai timori per la crisi finanziaria: in effetti, ad oggi i “premiati” sembrano essere coloro i quali hanno scelto di lasciare tutto come e dove esso è. Il TFR ha ottenuto infatti negli ultimi due anni il 4,7% di rendimento, quando i fondi negoziali sono fermi attorno a quota 1,7% (mentre i fondi aperti hanno chiuso in negativo). Vero è però anche che per dare un giudizio definitivo serve tempo, e non è -assolutamente- detto che sul lungo la situazione possa rimanere identica a come essa si presenta oggi. Il TFR annuo maturato dai lavoratori dipendenti resta comunque una gustosa torta da spartire: si parla di valori vicini ai 20 miliardi di euro!

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