Finanziamenti europei per l’agricoltura

5 febbraio 2009 04:495 commenti

Prima di iniziare un’attività di impresa i dubbi sono tanti. Occorrono investimenti, quindi dispendio di risorse economiche ed una certa dose di coraggio. Soprattutto attualmente in questa fase di crisi non è facile decidere di “rischiare” il proprio capitale accumulato probabilmente in anni di lavoro. Spesso potenziali neoimprenditori non sono a conoscenza delle opportunità rese disponibili dai finanziamenti agevolati: una nuova attività può essere infatti finanziata con contributi pubblici. Si devono però conoscere quali sono gli strumenti giusti rispetto ad ogni singolo progetto per poter affrontare l’investimento in maniera più consapevole.

E per intraprendere un’attività agricola? Forse nel terzo millennio alcuni potrebbero pensare che l’investimento in questo tipo di attività sia infruttuoso, ma in realtà le agevolazioni per questo settore non sono certo irrilevanti. A dicembre dello scorso anno la Commissione dell’Unione europea (Ue) ha annunciato una serie di norme temporanee per allentare la regolazione degli aiuti di stato e consentire alle aziende un piu’ agevole accesso ai prestiti e alla raccolta di capitale in questa fase di crisi economica.

I tipi di aiuto che la Commissione può accettare e le pertinenti condizioni per la concessione dell’aiuto stesso che possono essere così sintetizzate:

– innanzitutto per imprese attive nel settore agricolo si intendono le imprese attive nella produzione primaria di prodotti agricoli (escluse quelle che effettuano trasformazione e commercializzazione e ad eccezione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura, che rientrano nel campo di applicazione del regolamento (CE) n.104/2000 del Consiglio e per prodotti agricoli i prodotti elencati nell’Allegato I del Trattato;

– l’importo massimo degli aiuti concessi ad una medesima impresa non deve superare i 7.500,00 (settemilacinquecento) euro nel triennio; tassi di aiuto più elevati possono talvolta essere autorizzati per investimenti connessi alla conservazione dei paesaggi tradizionali, al trasferimento di fabbricati agricoli nell’interesse pubblico o a migliorie in materia di ambiente, igiene o benessere degli animali.

Abbiamo parlato di: , , , ,