Cosa fare con il mutuo con i tassi in rialzo

di Nicola D'Antuono Commenta

A customer counts euro banknotes before purchasing an Apple's new iPhone 5 smartphone in an Apple store, on September 21, 2012 in Paris. The iPhone 5 goes on sale on September 21, 2012 in the United States, Canada, Britain, France, Germany, Australia, Hong Kong, Japan and Singapore. AFP PHOTO / MARTIN BUREAU         (Photo credit should read MARTIN BUREAU/AFP/GettyImages)Osservando le quotazioni dei futures sui tassi, il mercato sembra attendersi un deciso rialzo dei tassi di interesse nei prossimi anni, dopo aver sperimentato un quinquennio con livelli vicini allo zero come risposta alla crisi del credito iniziata nell’estate del 2007. L’eventuale rialzo dei tassi di mercato e dei tassi interbancari avrà sicuramente un impatto rilevante sul mercato dei mutui, che in Italia è in crisi da diverso tempo a causa della recessione prolungata, per il crollo del mattone e il credit crunch.

Se si osserva il problema del futuro rialzo dei tasi con gli occhi del mutuatario, la prima cosa che viene in mente è capire che tipo di scelta fare per non sbagliare nel momento in cui ci si accinge a stipulare un mutuo. Premesso che al momento è ancora difficile ottenere credito dalle banche, se non a tassi elevati, spread poco appetibili e solo dietro determinate garanzie, il bouquet delle offerte dei mutui non ha subito particolari scossoni nel corso dell’estate.

Volendo ipotizzare una richiesta di finanziamento di 150mila euro con durata di 25 anni, la migliore offerta per un mutuo a tasso variabile appare quella di Iw Bank, che propone un Tasso annuo effettivo globale (Taeg) del 3,04%. Il Taeg comprende tutti i costi che il mutuatario dovrà sostenere nell’ambito del finanziamento. Per quanto riguarda la migliore offerta di mutuo a tasso fisso, si fa preferire quella di Cariparma che propone un Taeg del 5,01%. Partendo dall’ipotesi dei 150mila euro a 25 anni, scegliendo il tasso fisso si comincia con una rata di circa 150 euro più elevata rispetto al tasso variabile.

Se l’Euribor a 3 mesi dovesse realmente salire a un ritmo particolarmente lento, come suggerito dai futures quotati al Liffe di Londra (leggi anche Tasso Euribor a tre mesi atteso al 2% nel 2017), partire con il tasso fisso potrebbe non essere il massimo. Chi valuta la possibilità della surroga potrebbe considerare l’opzione del tasso variabile con cap, ovvero una protezione al di là della quale il mutuo risulta indifferente a ulteriori aumenti dei tassi. Oggi la migliore offerta in tal senso è quella di Bipiemme (cap al 6%).