Commissioni scoperto conto corrente: posizione Abi

di Gianfilippo Verbani Commenta


 In risposta alle recenti dichiarazioni da parte del Presidente dell’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato (Antitrust), nei giorni scorsi l’ABI, Associazione Bancaria Italiana, è intervenuta con una nota ufficiale in merito alle commissioni che le banche applicano sugli sconfinamenti, ovverosia su quelle operazioni che i clienti effettuano sui conti correnti senza che ci sia la necessaria copertura. Ebbene, al riguardo l’Associazione ha posto l’accento sul fatto che i cosiddetti “scoperti transitori” in conto corrente derivano dalle disposizioni di pagamento che gli utenti effettuano senza le necessarie risorse, ed a fronte, tra l’altro, di un comportamento che non è nè previsto, nè stabilito dal contratto. Di conseguenza, il correntista utilizza somme non disponibili sul conto per le quali la banca, a fronte dell’applicazione di commissioni, agevola il correntista evitandogli le conseguenze relative all’impagato che molto spesso possono essere gravi e portare a fatti spiacevoli.

Inoltre, l’ABI ha sottolineato come anche a fronte degli ultimi due interventi legislativi il settore bancario abbia risposto adottando comportamenti che sono risultati essere pienamente concorrenziali visto che sono state adottate, sulla base delle diverse esigente da parte dell’utenza bancaria in materia di utilizzo degli scoperti sul conto corrente, delle diverse modalità di applicazione del servizio e, quindi, di tariffazione.

Per questo, tra l’altro, l’Associazione Bancaria Italiana, pur rimanendo disponibile a ricercare strumenti di trasparenza ancor più efficaci a favore dell’utenza bancaria, non ritiene che la strada che porta ad una fissazione amministrativa dei prezzi possa contribuire ad accrescere in ambito bancario le spinte concorrenziali visto che già il comparto persegue l’obiettivo di rendere efficiente il mercato e, quindi, di tutelare i consumatori. Parecchie sono comunque le Associazioni dei Consumatori che non la pensano come l’ABI e che, anzi, ritengono che l’applicazione delle nuove commissioni, che hanno “rimpiazzato” quella di massimo scoperto, comporti maggiori oneri da parte dei titolari dei conti correnti bancari.