Conti correnti a zero spese luglio 2013

di Nicola D'Antuono Commenta

conto in bancaI conti correnti a zero spese rientrano tra le offerte di alcune banche che operano quasi esclusivamente online. Non essendoci costi legati alla sede fisica (in particolare il costo del personale e di struttura), questi istituti di credito riescono ad abbattere facilmente le spese, che altrimenti verrebbero scaricate sul cliente finale. I conti correnti a zero spese lo sono a tutti gli effetti: canone annuo, bonifici online, ricariche telefoniche, pagamenti Mav, F24, prelievi al bancomat. Sono alcuni dei servizi bancari più noti, che vengono offerti gratuitamente al correntista.

Questi conti senza spese non prevedono, però, la possibilità di aprire un conti deposito oppure di emettere un libretto degli assegni, carte di credito o ancora l’apertura di un dossier titoli associato al conto. E’ chiaro che poi ogni banca ha la sua particolare offerta, ma in linea generale funziona in questo modo. Andiamo ora a vedere quali sono le migliori offerte di conti correnti a zero spese nel mese di luglio 2013.

Svetta su tutti il Conto CheBanca! Online, prodotto che la società del gruppo Mediobanca riesce a proporre con notevoli vantaggi per il risparmiatore retail. Il canone annuo è pari a zero e non si paga nemmeno l’imposta di bollo, che è pari per legge a 34,2 euro all’anno a meno che la giacenza media annua sul conto non sia inferiore a 5mila euro. Il conto a zero spese di CheBanca! permette di effettuare prelievi gratuiti presso gli ATM di altre banche in Italia e all’estero. I bonifici online sono illimitati. Se, però, si effettua un prelievo o un bonifico allo sportello, il costo addebitato è di 3 euro.

Il Conto in Filiale CheBanca! è molto simile al precedente, ma ha un canone mensile di 2 euro che permette al correntista di operare anche allo sportello fisico senza costi. Appare anche questa una soluzione molto interessante. Sul podio sale anche il Conto Corrente Fineco, che consente l’azzeramento del canone annuo ma solo se avviene l’accredito mensile dello stipendio o un movimento in entrata ricorrente di almeno 1.500 euro al mese.