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	<title>BassiTassi &#187; Finanziamento</title>
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		<title>Finanziamenti Regione Lombardia per i distretti agricoli</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 18:17:31 +0000</pubDate>
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A seguito di un apposito Decreto regionale, a partire dalla giornata di ieri, lunedì 15 marzo 2010, si è aperto in Lombardia il primo bando per l&#8217;accreditamento dei distretti agricoli; per i progetti che saranno presentati dai distretti, a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-10874" src="http://www.bassitassi.com/wp-content/uploads/2010/03/distretti-agricoltura-300x224.jpg" alt="distretti-agricoltura" width="300" height="224" />A seguito di un apposito <strong>Decreto regionale</strong>, a partire dalla giornata di ieri, lunedì 15 marzo 2010, si è aperto in Lombardia il primo bando per l&#8217;accreditamento dei distretti agricoli; per i <strong>progetti </strong>che saranno presentati dai distretti, a valere sull&#8217;anno 2010, la Regione Lombardia ha già predisposto un <a href="http://www.bassitassi.com/category/prestiti/finanziamento/" target="_blank">finanziamento</a> per complessivi 300 mila euro. L&#8217;Amministrazione regionale, al fine di agevolare lo sviluppo sul territorio del <strong>settore agricolo</strong>, punta anche ad incentivare la formazione dei distretti ai quali possono partecipare le imprese che lavorano nell&#8217;indotto delle <strong>filiere agricole</strong>, le società consortili e, tra gli altri, anche le imprese agricole che hanno un capitale ed una partecipazione mista, ovverosia pubblico più privato. Secondo quanto dichiarato dall&#8217;assessore all&#8217;Agricoltura della <strong>Regione Lombardia</strong>, l&#8217;Amministrazione regionale crede nel fatto che l&#8217;aggregazione in <strong>distretti </strong>possa agevolare ed incentivare anche lo sviluppo dell&#8217;agro-alimentare lombardo dopo che questo è già avvenuto anche per altri settori dell&#8217;<strong>economia regionale</strong>.</p>
<p><span id="more-10868"></span>I soggetti imprenditoriali a capitale privato o misto che presenteranno, uniti in &#8220;rete&#8221;, le proposte di <strong>distretto</strong>, entro e non oltre la data del 30 giugno 2010 per essere valida la domanda di accreditamento, dovranno presentare progetti orientati alla <strong>ricerca</strong>, all&#8217;innovazione ed alla qualità. Allo stanziamento, infatti, potranno accedere solo quei progetti che si saranno distinti per innovazione, ragion per cui l&#8217;assessore all&#8217;<a href="http://www.bassitassi.com/tag/agricoltura/" target="_blank">agricoltura</a> della <strong>Regione Lombardia</strong> auspica e confida nel fatto che il mondo produttivo, ed in particolare quello agricolo, possa rispondere sul territorio con la presentazione di <strong>progetti di distretto</strong> nel segno dell&#8217;eccellenza.</p>
<p>In particolare, il Decreto regionale che ha permesso l&#8217;avvio e quindi l&#8217;attivazione del <strong>bando</strong> definisce, oltre ai tempi di presentazione delle domande, anche le procedure, la documentazione e la modulistica. Con la forma delle &#8220;reti d&#8217;<a href="http://www.bassitassi.com/tag/impresa/" target="_blank">impresa</a>&#8220;, i <strong>soggetti imprenditoriali</strong>, che presentano l&#8217;accreditamento per la costituzione del distretto, potranno poi essere indirizzati ed accompagnati nella loro attività dagli enti pubblici attraverso l&#8217;attivazione di <strong>sinergie</strong>.</p>
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		<title>Come fronteggiare la crisi: otto soluzioni del Credem</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 20:24:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per chi è cliente Credem, o vuole diventarlo, l&#8217;Istituto in materia di conti correnti, mutui, finanziamenti e risparmio, propone otto soluzioni per far fronte alla crisi e, quindi, riuscire a superare la difficile fase congiunturale. Innanzitutto, anche il Credem ha aderito alla moratoria sui mutui alle famiglie, ragion per cui, avendone i requisiti, c&#8217;è la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-10793" src="http://www.bassitassi.com/wp-content/uploads/2010/03/filiale-credem.jpg" alt="filiale-credem" width="300" height="250" />Per chi è cliente <strong>Credem</strong>, o vuole diventarlo, l&#8217;Istituto in materia di conti correnti, mutui, finanziamenti e risparmio, propone otto soluzioni per far fronte alla crisi e, quindi, riuscire a superare la difficile fase congiunturale. Innanzitutto, anche il Credem ha aderito alla <strong>moratoria sui mutui alle famiglie</strong>, ragion per cui, avendone i requisiti, c&#8217;è la possibilità di ottenere la <strong>sospensione del pagamento della rata</strong> per un periodo pari a dodici mesi. Inoltre, per chi con il Credito Emiliano ha un &#8220;vecchio&#8221; conto corrente, si può valutare se il passaggio ai <strong>conti correnti</strong> della nuova gamma può permettere di risparmiare. Anche in materia di mutui e finanziamenti prevenire è sempre meglio che curare, ragion per cui il Credem tra le &#8220;<strong>soluzioni anticrisi</strong>&#8221; raccomanda di valutare la possibilità di proteggere il <a href="http://www.bassitassi.com/tag/mutui/" target="_blank">mutuo</a> o il prestito con delle <strong>coperture assicurative</strong> che in caso di imprevisti permettono comunque di poter affrontare il futuro con serenità.</p>
<p><span id="more-10790"></span>E proprio in materia di mutui, con il Credem oltre alla protezione con la <a href="http://www.bassitassi.com/tag/assicurazioni/" target="_blank">polizza</a> ci si può proteggere anche dai tassi con il &#8220;Mutuo Credem a tasso variabile protetto&#8221; che permette di conoscere alla stipula il tasso massimo applicabile nel caso in cui i <strong>tassi di mercato</strong> dovessero superare negli anni di durata del finanziamento il <strong>tetto</strong> stabilito.</p>
<p><strong>Risparmiare tempo e denaro</strong> si può anche utilizzando con il Credem i servizi online: dall&#8217;Internet banking a &#8220;MiBox&#8221;, che permette di risparmiare carta e spese postali per l&#8217;acquisizione dei documenti, che avviene in forma digitale, e passando per il <strong>trading</strong> effettuato online e la banca telefonica. Per finanziare gli acquisti, o nei casi di spese impreviste, <a href="http://www.bassitassi.com/tag/credem/" target="_blank">Credem</a> propone &#8220;<strong>Ego Facile</strong>&#8220;, una carta che funge da riserva di contante, ma che permette altresì, in caso di spese di importo più elevato, di accedere a &#8220;Prestincarta&#8221;, un <strong>finanziamento</strong> fino a 4.000 euro riservato proprio ai titolari della Carta Ego, con rimborso in rate fisse fino a quattro anni.</p>
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		<title>Moratoria PMI: più liquidità alle imprese con l&#8217;Avviso comune</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 17:59:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Rispetto alle 117 mila di fine dicembre 2009, le domande da parte delle piccole e medie imprese per l&#8217;accesso alla moratoria sui debiti bancari sono aumentate a quota 136 mila alla fine dello scorso mese di gennaio 2010. A fornire il dato è stata l&#8217;ABI, Associazione Bancaria Italiana, sottolineando in particolare come solamente il 2% delle domande [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-10514" src="http://www.bassitassi.com/wp-content/uploads/2010/03/moratoria-pmi-avviso-comune.jpg" alt="moratoria-pmi-avviso-comune" width="300" height="265" />Rispetto alle 117 mila di fine dicembre 2009, le domande da parte delle <strong>piccole e medie imprese</strong> per l&#8217;accesso alla moratoria sui debiti bancari sono aumentate a quota 136 mila alla fine dello scorso mese di gennaio 2010. A fornire il dato è stata l&#8217;<a href="http://www.bassitassi.com/tag/abi/" target="_blank">ABI</a>, <strong>Associazione Bancaria Italiana</strong>, sottolineando in particolare come solamente il 2% delle domande esaminate dagli Istituti di credito non sia stato accolto. <strong>L&#8217;accesso alla moratoria</strong> da parte delle piccole e medie imprese è diffuso attraverso il canale bancario se si considera che ad aderire all&#8217;Avviso comune dell&#8217;ABI è stato il 98% del totale degli <strong>sportelli bancari</strong> in Italia per un totale di ben 584 banche. E così, in accordo con quanto dichiarato da Corrado Faissola, Presidente dell&#8217;Associazione Bancaria Italiana, da gennaio scorso la <strong>sospensione della quota capitale</strong> dei debiti bancari, che le piccole e medie imprese avrebbero dovuto restituire, ha lasciato nelle casse delle PMI ben otto miliardi di euro di<strong> liquidità</strong>.</p>
<p><span id="more-10509"></span>I dati, relativi al monitoraggio sull&#8217;andamento della <strong>moratoria alle piccole e medie imprese</strong> aggiornato al 31 gennaio 2010, rivelano come ben il 91% delle richieste sia risultato ammissibile per l&#8217;accesso alla sospensione della quota capitale, con i comparti dell&#8217;industria e del <strong>commercio,</strong> comparto alberghiero ed altri servizi in cima tra i settori dell&#8217;economia che hanno richiesto la moratoria. Le 136 mila domande presentate corrispondono a <strong>richiesta di moratoria sul debito</strong> per <a href="http://www.bassitassi.com/tag/finanziamenti-pmi/" target="_blank">finanziamenti</a> in essere pari a ben 42 miliardi di euro, in rialzo rispetto ai 37,3 miliardi di euro della fine di dicembre.</p>
<p>Le domande analizzate dal <strong>sistema bancario</strong> sono state sinora 128 mila con l&#8217;80% di queste già accolte, altre 21 mila ancora in corso di istruttoria, e solo 2.700 domande, pari al 2%, che non è stato accolto. Oltre la metà di richieste di <strong>moratoria sul debito</strong>, per la precisione il 54,5%, è giunto da <a href="http://www.bassitassi.com/tag/pmi/" target="_blank">piccole e medie imprese</a> aventi sede legale nel Nord Italia, mentre la quota restante, pari al 45,5%, è riferita a tutto il Centro ed al <strong>Sud Italia</strong>.</p>
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		<title>Finanziamento lungo termine per ristrutturazione fabbricati rurali</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 15:18:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Al fine di sostenere l&#8217;attività e gli investimenti delle imprese agricole che accedono ai Piani di Sviluppo Rurale, il gruppo bancario europeo Unicredit Group ha ideato il &#8220;Finanziamento Piano di Sviluppo Rurale&#8221; che permette all&#8217;azienda del settore di coprire la quota parte di investimenti non prevista dal P.S.R. Il finanziamento, avente una durata massima pari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-10461" src="http://www.bassitassi.com/wp-content/uploads/2010/02/fabbricati-rurali-300x239.jpg" alt="fabbricati-rurali" width="300" height="239" />Al fine di sostenere l&#8217;attività e gli investimenti delle <strong>imprese agricole</strong> che accedono ai Piani di Sviluppo Rurale, il gruppo bancario europeo Unicredit Group ha ideato il &#8220;Finanziamento Piano di Sviluppo Rurale&#8221; che permette all&#8217;azienda del settore di coprire la quota parte di <strong>investimenti</strong> non prevista dal P.S.R. Il finanziamento, avente una durata massima pari a cinque anni, può essere erogato da <strong>Unicredit</strong> <strong>Group</strong> a favore dell&#8217;<a href="http://www.bassitassi.com/tag/impresa/" target="_blank">impresa</a> agricola per finalità legate, tra l&#8217;altro, alla ristrutturazione di fabbricati rurali, sistemazione di terreni agricoli, ed interventi atti a migliorare in generale l&#8217;attività aziendale senza l&#8217;esclusione di investimenti in <strong>beni strumentali</strong> quali le attrezzature ed i macchinari. Trattasi quindi di un <strong>finanziamento a lungo termine</strong> che Unicredit può erogare alle imprese agricole costituite in qualsiasi forma a patto però che le finalità siano facenti parte di un <strong>Piano di Sviluppo Rurale</strong>.</p>
<p><span id="more-10452"></span>L&#8217;importo minimo erogabile con il &#8220;<strong>Finanziamento Piano di Sviluppo Rurale</strong>&#8221; di <a href="http://www.bassitassi.com/tag/unicredit/" target="_blank">Unicredit</a> è pari a diecimila euro con durata fino a 60 mesi, di cui fino a 24 mesi possono anche essere costituiti da un <strong>periodo di preammortamento</strong> con rate costituite di soli interessi. La modalità di rimborso del finanziamento può avvenire con rate a cadenza semestrale, trimestrale o mensile con un tasso che può essere fisso oppure <strong>variabile</strong>.</p>
<p>Il &#8220;<strong>Finanziamento Piano di Sviluppo Rurale</strong>&#8221; di Unicredit a tasso fisso è in particolare indicizzato all&#8217;IRS corrente più la commissione fissa, ovverosia lo <a href="http://www.bassitassi.com/category/mutui/spread/" target="_blank">spread</a>, mentre il &#8220;<strong>Finanziamento Piano di Sviluppo Rurale</strong>&#8221; di Unicredit a tasso variabile prevede come indicizzazione il tasso interbancario, ovverosia l&#8217;euribor con scadenza a tre mesi oppure a sei mesi con l&#8217;aggiunta, anche in questo caso, dello <strong>spread</strong>. Al fine però di non incorrere nella decadenza della garanzia SGFA, la durata di ammortamento del finanziamento concesso all&#8217;impresa agricola a sostegno del <strong>Piano di Sviluppo Rurale</strong> non dovrà in ogni caso mai superare i sessanta mesi.</p>
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		<title>Banche e PMI Firenze: forte richiesta di credito</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 16:58:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;anno scorso in Provincia di Firenze oltre sette piccole e medie imprese su dieci che hanno chiesto credito al canale bancario lo hanno fatto con la finalità di far fronte sia ad esigenze di affidamento a breve termine, sia per esigenze di liquidità. A rilevarlo è stata la Confartigianato Imprese Firenze attraverso il proprio Osservatorio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3634" src="http://www.bassitassi.com/wp-content/uploads/2009/05/internazionalizzazione.jpg" alt="internazionalizzazione" width="300" height="225" />L&#8217;anno scorso in<strong> Provincia di Firenze</strong> oltre sette piccole e medie imprese su dieci che hanno chiesto credito al canale bancario lo hanno fatto con la finalità di far fronte sia ad esigenze di affidamento a breve termine, sia per <strong>esigenze di liquidità</strong>. A rilevarlo è stata la Confartigianato Imprese Firenze attraverso il proprio Osservatorio Permanente che è stato istituito col fine di monitorare il rapporto tra le <strong>PMI artigianali e commerciali</strong> di Firenze e Provincia ed il sistema bancario. Sul territorio dell&#8217;area fiorentina c&#8217;è ancora quindi tanta ma tanta <strong>fame di credito,</strong> a causa della <a href="http://www.bassitassi.com/tag/crisi/" target="_blank">crisi</a> finanziaria ed economica<strong>,</strong> se si considera che, in accordo con i dati forniti dall&#8217;Osservatorio dell&#8217;Associazione degli artigiani fiorentini, la richiesta di credito nel 2009 è cresciuta del 104,6%; ma la tendenza rimane forte anche riferita all&#8217;ultimo quarto dello scorso anno, quando le <strong>richieste </strong>a livello congiunturale sono cresciute del 57,9% rispetto al trimestre precedente.</p>
<p><span id="more-10433"></span>Nel periodo ottobre-dicembre 2009 in <strong>Provincia di Firenze</strong> la richiesta di <a href="http://www.bassitassi.com/tag/credito/" target="_blank">credito</a> per effettuare investimenti in azienda si è attestata al 28,94% rispetto al totale, registrando così un incoraggiante miglioramento rispetto al valore del 26,53% del terzo trimestre 2009. Nell&#8217;ultimo quarto, inoltre, <strong>l&#8217;Osservatorio</strong>, a conferma di come ci sia fame di credito, ha rilevato sia un aumento degli <strong>importi medi</strong> richiesti, che balzano a 60.219 euro contro i 48.100 euro del trimestre precedente, sia delle <strong>durate </strong>con 63 mesi in media rispetto a 61.</p>
<p>Negli ultimi tre mesi dello scorso anno in <strong>Provincia di Firenze</strong> le banche hanno comunicato l&#8217;esito dell&#8217;istruttoria alle <a href="http://www.bassitassi.com/tag/piccole-e-medie-imprese/" target="_blank">piccole e medie imprese</a> del commercio e dell&#8217;artigianato in tempi medioamente più brevi, passati da 60-70 a 35-45 giorni; in ogni caso, su ogni cento <strong>richieste di credito</strong> quasi 24, con una percentuale sul totale pari per la precisione a ben il 23,82%, sono state respinte; il dato è inferiore al 26,2% delle domande respinte nel terzo trimestre 2009, ma per la <strong>Confartigianato Imprese Firenze</strong> trattasi di un numero di richieste respinte eccessivo.</p>
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		<title>Finanziamenti: quelli alle piccole imprese tornano a crescere</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 14:01:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;erogazione del credito a favore delle famiglie produttrici, ovverosia le società di fatto, le società semplici, e le imprese individuali con un numero di addetti fino a cinque, registra segnali di miglioramento nel nostro Paese. Questo è quanto, in particolare, emerge da un&#8217;indagine che a Bologna hanno presentato congiuntamente la Confartigianato ed il colosso bancario [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1517" src="http://www.bassitassi.com/wp-content/uploads/2009/02/artigiano.jpg" alt="artigiani" width="300" height="250" />L&#8217;erogazione del credito a favore delle <strong>famiglie produttrici</strong>, ovverosia le società di fatto, le società semplici, e le imprese individuali con un numero di addetti fino a cinque, registra segnali di miglioramento nel nostro Paese. Questo è quanto, in particolare, emerge da un&#8217;indagine che a <strong>Bologna</strong> hanno presentato congiuntamente la Confartigianato ed il colosso bancario europeo <strong>Unicredit Group</strong>; in particolare, nel dicembre dell&#8217;anno scorso i finanziamenti alle piccole <a href="http://www.bassitassi.com/tag/imprese/" target="_blank">imprese</a> sono aumentati dell&#8217;1,9% rispetto allo stesso mese dello scorso anno dopo che, sia nel 2008, sia nell&#8217;intero 2009, il livello dei <strong>finanziamenti bancari</strong> a sostegno del sistema produttivo ha segnato il passo. L&#8217;indagine presentata a Bologna ha da un lato fatto il punto sul contesto congiunturale, e dall&#8217;altro sono state tracciate le <strong>linee guida</strong> e le <strong>strategie per il rilancio</strong>.</p>
<p><span id="more-10368"></span>Al riguardo, il Deputy CEO di UniCredit Group, <strong>Roberto Nicastro</strong>, ha posto l&#8217;accento sul fatto che nel nostro Paese la ripresa passa attraverso il rilancio di settori dell&#8217;economia in cui l&#8217;<a href="http://www.bassitassi.com/tag/artigianato/" target="_blank">artigianato</a> esercita un ruolo chiave, dal turismo all&#8217;export e passando per il <strong>comparto delle costruzioni</strong>. Due, in particolare, sono stati i progetti Unicredit per il sostegno al credito alle imprese nel periodo della crisi: &#8220;<strong>SOS Impresa Italia</strong>&#8220;, finalizzato ad aiutare le PMI sane ma in difficoltà temporanea a causa della pessima congiuntura, e Impresa Italia per dare sostegno alle imprese in temporanea <strong>crisi di liquidità</strong>.</p>
<p>Nel complesso, in accordo con i dati comunicati dal <strong>Deputy CEO Nicastro</strong>, solo lo scorso anno <a href="http://www.bassitassi.com/tag/unicredit/" target="_blank">Unicredit</a>, tra finanziamenti a breve, e quelli a medio ed a lungo termine, ha erogato crediti per 10,6 miliardi di euro con otto <strong>pratiche</strong> su dieci accettate su un totale pari a ben 166 istruttorie. La <strong>percentuale di accettazione</strong> 2009, pari come detto all&#8217;80%, è tra l&#8217;altro aumentata rispetto al 76% dell&#8217;anno precedente. Uno dei problemi legati ai<strong> finanziamenti PMI</strong>, lo ricordiamo, è stato proprio quello relativo, in generale per il <strong>sistema bancario</strong>, a condizioni troppo rigide per accedere al credito e per vedersi accettata la richiesta.</p>
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		<title>Imprese e crisi: il credito è sempre un problema</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 06:51:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;onda lunga della recessione continua a colpire il tessuto produttivo italiano in una spirale dove difficoltà di mercato e scarsa disponibilità di credito si alimentano reciprocamente, con un aumento delle imprese in crisi. Dati messi in evidenza lo scorso sabato da due indagini di Confcommercio e CGIL hanno evidenziato alcuni aspetti che sarebbe importante tenere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft size-medium wp-image-10315" src="http://www.bassitassi.com/wp-content/uploads/2010/02/impresa-300x225.jpg" alt="impresa" width="300" height="225" />L&#8217;onda lunga della recessione continua a colpire il tessuto produttivo italiano in una spirale dove difficoltà di mercato e <strong>scarsa disponibilità di credito</strong> si alimentano reciprocamente, con un aumento delle imprese in crisi. Dati messi in evidenza lo scorso sabato da due indagini di Confcommercio e CGIL hanno evidenziato alcuni aspetti che sarebbe importante tenere in considerazione: la prima segnala come <strong>nell&#8217;ultimo trimestre del 2009 la quota</strong> di imprese in difficoltà finanziaria sia <strong>raddoppiata</strong>, toccando quota 15,7%, rispetto al trimestre precedente; la seconda ricerca sottolinea il forte <strong>aumento delle crisi aziendali a gennaio</strong>, salite a quota 366 dalle 87 che erano un anno prima. <span id="more-10314"></span></p>
<p style="text-align: justify">Un fronte, questo, che diverrà decisamente incandescente questa settimana: giovedì è infatti previsto un vertice, forse decisivo, sul caso Alcoa; martedì si discuterà invece della vertenza Eutelia-Agile mentre si attendono novità per i casi di Merloni, Glaxo e Omsa, azinde in crisi o in ristrutturazione che mettono a rischio il futuro di diverse migliaia di dipendenti. Nel dettaglio, un&#8217;analisi dell&#8217;Osservatorio sulle imprese del commercio <strong>segnala la diminuzione dal 55,5 al 51% per il numero degli esercizi commerciali che</strong> riescono a fronteggiare autonomamente le proprie esigenza finanziarie.</p>
<p style="text-align: justify">Difficoltà molto sentite in particolare nel meridione. Ma non finisce qui: se infatti è diminuita da un lato la domanda complessiva di credito da parte delle aziende, dall&#8217;altro <strong>aumenta il numero delle imprese che hanno visto accogliere solo in parte, quando non rifiutare</strong> del tutto, la loro richiesta di credito. Dallo studio  emerso poi anche un peggioramento dei costi bancari e di finanziamento anche se, nel contempo, <strong>la quantità di finanziamenti messi a disposizione dagli istituti bancari è aumentata</strong>.Il rapporto della CGIL ha invece puntato il dito sull&#8217;argomento delle conseguenze della crisi che restano a carico dei lavoratori. Ebbene: nonostante il calo complessivo delle ore di cassa integrazione autorizzate dall&#8217;INPS a gennaio (-17% rispetto a dicembre), il numero dei decreti per la concessione della cassa integrazione straordinaria è salito a quota 366, con 253 casi di stato di crisi aziendale.</p>
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		<title>Finanziamenti PMI: aumentano i costi</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 15:48:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Come procede nel nostro Paese dopo mesi lunga crisi l&#8217;erogazione del credito a favore delle piccole e medie imprese? Ebbene, stando alle ultimissime rilevazioni della Confcommercio, la situazione non sembra migliorare; anzi, secondo l&#8217;Associazione delle imprese del commercio la strada per l&#8217;accesso al credito è ancora in salita per le PMI con un peggioramento dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-7762" src="http://www.bassitassi.com/wp-content/uploads/2009/11/finanziamenti-pmi-roma.jpg" alt="finanziamenti-pmi" width="300" height="204" />Come procede nel nostro Paese dopo mesi lunga <a target="_blank" href="http://www.finanzalive.com/tag/crisi/" target="_blank">crisi</a> l&#8217;erogazione del credito a favore delle <strong>piccole e medie imprese</strong>? Ebbene, stando alle ultimissime rilevazioni della <a href="http://www.bassitassi.com/tag/confcommercio/" target="_blank">Confcommercio</a>, la situazione non sembra migliorare; anzi, secondo <strong>l&#8217;Associazione delle imprese del commercio</strong> la strada per l&#8217;accesso al credito è ancora in salita per le PMI con un peggioramento dei <strong>costi di finanziamento</strong> rilevati nel corso del quarto trimestre dello scorso anno. Nel dettaglio, l&#8217;indicatore congiunturale della Confcommercio che misura il costo relativo ai finanziamenti che le<strong> banche</strong> erogano a favore delle piccole e medie imprese è nettamente peggiorato nel quarto trimestre 2009 rispetto al trimestre precedente passando da +15,8 a -11,6; ed a fronte di un 3,9% di imprese che nel <strong>quarto trimestre 2009</strong> ha affermato che la situazione per <strong>l&#8217;accesso al credito</strong> è migliorata, il 15,5%, invece, afferma che la situazione è peggiorata.</p>
<p><span id="more-10272"></span>Pur tuttavia, a fronte dell&#8217;aumento dei costi per i <a href="http://www.bassitassi.com/category/prestiti/finanziamento/" target="_blank">finanziamenti</a> la <strong>Confcommercio </strong>ha rilevato un miglioramento degli indicatori congiunturali per quel che riguarda la quantità di credito reso disponibile, la <strong>durata temporale dei finanziamenti</strong> e le garanzie richieste dagli istituti di credito. Decisamente meno esaltante è invece il quadro che emerge dal <strong>Rapporto della Confcommercio</strong> per quel che riguarda la domanda di credito, e nello specifico la percentuale di imprese che nel quarto trimestre dello scorso anno hanno richiesto un <strong>fido alle banche</strong>.</p>
<p>Ebbene, questa percentuale rispetto al trimestre precedente è scesa, con il 10% di <strong>imprese</strong> che si sono vista respinta dall&#8217;istituto di credito la domanda di <a href="http://www.bassitassi.com/tag/fido/" target="_blank">fido</a>, ed un altro 5,4% che invece ha dichiarato di attendere ancora l&#8217;esito dell&#8217;istruttoria; quasi il 16% delle imprese pur non avendo richiesto un <strong>fido </strong>ha dichiarato che comunque formulerà la richiesta nel corrente trimestre. La situazione per quel che riguarda <strong>l&#8217;accesso al credito</strong>, e non è una novità, è decisamente più rigida sia nel Centro Italia, sia soprattutto nelle <strong>Regioni del Sud</strong>.</p>
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		<title>Basta un clic e il finanziamento va giù</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 09:55:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Servono soldi? Basta un clic. Non è solo uno slogan che si ricorda con facilità. È anche un modo per poter valutare con serenità e calma tutte le offerte di prestiti. Seduti con calma sulla propria poltrona di casa. Internet offre moltissime soluzioni in queste senso. Con una breve ricerca su google sono usciti tre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-10269" src="http://www.bassitassi.com/wp-content/uploads/2010/02/finanziamenti.jpg" alt="finanziamenti" width="289" height="173" />Servono soldi? Basta un clic. Non è solo uno slogan che si ricorda con facilità. È anche un modo per poter valutare con serenità e calma tutte le offerte di prestiti. Seduti con calma sulla propria poltrona di casa. Internet offre moltissime soluzioni in queste senso. Con una breve ricerca su google sono usciti tre nomi: <strong>Key Financial Service, Agos, Prestiti Online</strong> (il più completo a nostro avviso), solo per fermarsi ai primi risultati. Istituti che possono arrivare a concedere fino a 60.000 euro. E per calcolare le spese evitando brutte sorprese? Effettuare dei <strong>preventivi di prestiti online</strong> oggi è molto semplice e altrettanto veloce. <span id="more-10266"></span>Ci sono molti siti dove è possibile richiedere previsioni di spese per il finanziamento. Ormai tutti maggiori istituti di credito italiani offrono questa possibilità. Basta una semplice richiesta e vi verranno inviati opuscoli virtuali molto dettagliati<em> </em>in modo da poter confrontare comodamente le offerte. Senza fretta. Una volta scelto il migliore o quello che corrisponde di più alle vostre esigenze dovrete presentare i classici documenti per la domanda al prestito; quindi un documento di identità. Senza dimenticare le garanzie che attestino la possibilità di poter restituire il prestito pagando le rate mensili. Facciamo qualche esempio. Luca Rossi vuole ottenere un finanziamento di 15.000. Accende il computer, compila 10 campi e clicca “mostrami i prestiti”. Scacco matto in 10 mosse, si potrebbe dire. Sempre online si possono richiedere tutte le <em><strong>tipologie di prestiti</strong></em>, a cominciare dal <strong>prestito personale. Nessuna motivazione viene richiesta</strong><strong>, e la privacy è garantita da un complesso sistema di decriptazione delle informazioni. Basti osservare comparire un lucchetto in basso a destra del vostro schermo. Quello è il segnale che nessuno può leggere ciò che scrivete. Perché è meglio essere prudenti in questi casi. Ovviamente s</strong>i può richiedere anche un <em><strong>prestito finalizzato</strong></em>, cessione del quinto o <em><strong>prestito delega</strong></em>, insomma tutte le tipologie. Perché se servono soldi, basta un clic, appunto.</p>
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		<title>Finanziamenti PMI: arriva seconda tranche ABI &#8211; Cassa Depositi e Prestiti</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 19:36:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A sostegno dell&#8217;accesso al credito delle piccole e medie imprese italiane, arriva la seconda tranche, pari a ben 5 miliardi di euro, del plafond da complessivi 8 miliardi di euro messo a disposizione dalla Cassa Depositi e Prestiti per l&#8217;accesso alla provvista da parte del sistema bancario con finalità di erogazione di finanziamenti alle PMI. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4813" src="http://www.bassitassi.com/wp-content/uploads/2009/07/finanziamenti-cooperative.jpg" alt="finanziamenti-pmi" width="300" height="220" />A sostegno dell&#8217;accesso al <a href="http://www.bassitassi.com/tag/credito/" target="_blank">credito</a> delle <strong>piccole e medie</strong> <strong>imprese italiane</strong>, arriva la seconda tranche, pari a ben 5 miliardi di euro, del plafond da complessivi 8 miliardi di euro messo a disposizione dalla <strong>Cassa Depositi e Prestiti</strong> per l&#8217;accesso alla provvista da parte del sistema bancario con finalità di erogazione di finanziamenti alle PMI. In data odierna, infatti, <strong>Massimo Varazzani</strong>, Amministratore Delegato della Cassa Depositi e Prestiti, e <strong>Corrado Faissola</strong>, Presidente dell&#8217;<strong>Associazione Bancaria Italiana</strong>, hanno siglato la nuova convenzione che &#8220;sblocca&#8221; la seconda tranche da cinque miliardi di euro in virtù della definizione delle modalità di impiego e di ripartizione della stessa. La <strong>tranche </strong>da cinque miliardi di euro, inoltre, sarà eventualmente aumentata degli eventuali residui della prima tranche da tre miliardi di euro alla data del 28 febbraio 2010.</p>
<p><span id="more-10199"></span></p>
<p>In questo modo, senza alcuna interruzione nell&#8217;erogazione del credito alle <strong>piccole e medie imprese</strong> da parte delle banche, già dall&#8217;1 marzo prossimo gli <strong>istituti di credito</strong> potranno fare provvista attraverso la Cassa Depositi e Prestiti fino al 30 giugno del 2010. I cinque miliardi di euro della seconda tranche sono ripartiti in <strong>tre quote</strong>: una prima quota, pari a tre miliardi di euro viene distribuita in funzione del &#8220;peso&#8221; che ogni <a href="http://www.bassitassi.com/tag/banca/" target="_blank">banca</a> ha sul mercato, fermo restando che, come avvenuto per la <strong>prima tranche</strong>, una quota del 15% è destinata al sistema delle banche del credito cooperativo.</p>
<p>La seconda quota, in accordo con quanto recita un comunicato congiunto <strong>ABI &#8211; Cassa depositi e Prestiti</strong>, riguarda gli eventuali residui della prima tranche da tre miliardi di euro che sarà ripartita tra le sole <a href="http://www.bassitassi.com/tag/banche/" target="_blank">banche</a> che avranno utilizzato, anche se in maniera solo parziale, la loro quota precedentemente riservata. La terza ed ultima <strong>quota</strong>, pari a due miliardi di euro, è &#8220;a sportello&#8221;, ovverosia a disposizione degli <strong>Istituti di credito</strong> nel momento in cui avranno esaurito le quote di spettanza.</p>
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