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	<title>BassiTassi &#187; Finanziamenti Nuove Imprese</title>
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		<title>Finanziamenti comunitari: seminario Upi in Emilia Romagna</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 20:04:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Ricciardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Finanziamenti Nuove Imprese]]></category>
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I finanziamenti europei sono una valida alternativa per aprire nuove prospettive per il territorio dal punto di vista dello sviluppo economico e sociale?
Spesso si guarda all&#8217;Unione Europea sottolineando la distanza che la separa, dal punto di vista decisionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-9979" title="finanziamenti" src="http://www.bassitassi.com/wp-content/uploads/2010/02/bt932531.jpg" alt="finanziamenti" width="247" height="161" />I <strong>finanziamenti europei</strong> sono una valida alternativa per aprire nuove prospettive per il territorio dal punto di vista dello <strong>sviluppo economico e sociale</strong>?</p>
<blockquote><p>Spesso si guarda all&#8217;<strong>Unione Europea</strong> sottolineando la distanza che la separa, dal punto di vista decisionale e amministrativo, dai suoi cittadini &#8211; ha affermato <strong>Francesco Malerba </strong>titolare di uno studio agrotecnico in Puglia -. L&#8217;approccio territoriale in realtà dimostra il contrario. Occorre ribadire la vicinanza dell&#8217;Unione Europea ai bisogni dei cittadini, ma anche per favorire una coesione e uno sviluppo economico e sociale del territorio.</p></blockquote>
<p><span id="more-10044"></span></p>
<p>Partecipare ad un<strong> programma comunitario </strong>ed ottenere le <a href="http://www.bassitassi.com/finanziamento-fondo-perduto-imprese-gia-avviate/7065/">sovvenzioni</a> per un progetto è una possibilità che infatti può aiutare dei giovani a concretizzare i loro progetti, frenati dalla <strong>mancanza di fondi finanziari</strong>. Purtroppo non è neanche facile reperire le giuste informazioni e molte volte si getta la spugna di fronte ai cavilli burocratici.</p>
<p>Il 17 febbraio a <strong>Bologna</strong> sarà avviato il ricco programma formativo dal titolo &#8216;<strong>L&#8217; Unione Europea e i finanziamenti comunitari</strong>&#8216;, organizzato dall&#8217;<strong>Upi Emilia Romagna</strong>, in collaborazione con Unioncamere regionale e Confservizi. L&#8217;obiettivo del programma, svolto con la collaborazione dell&#8217;Universita&#8217; degli studi di Bologna.</p>
<p>L&#8217;iniziativa ha lo scopo di fornire un aggiornamento su varie tematiche europee: istituzioni comunitarie; novita&#8217; introdotte dal nuovo <strong>Trattato di Lisbona</strong>; opportunita&#8217; di finanziamento che l&#8217;Europa mette a disposizione. Si offrirà adeguata formazione per dare l&#8217;opportunità a chi lo desidera, di conoscere di più e iniziare possibilmente, a fare progetti, facendo leva sulla possibilità offerta dai fondi comunitari.</p>
<p>Le giornate formative coinvolgeranno gli amministratori locali sulle politiche comunitarie e sulle opportunita&#8217; che queste offrono, per sviluppare e rafforzare le competenze tecniche dei dipendenti pubblici. Sarà inoltre dedicato spazio a una guida pratica sulle opportunita&#8217; di finanziamenti disponibili dai <strong>bandi comunitari</strong>, in modo da rendere le amministrazioni autonome nella progettazione. Il primo seminario partirà giovedi&#8217; 17 febbraio nella sede di Upi in via Malvasia 6.</p>
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		<title>Con la moratoria, congelati 5 miliardi di debiti</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 08:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il ministero dell&#8217;economia e l&#8217;Abi hanno concluso il bilancio della moratoria di fine novembre. E il risultato è stato che il 77 per cento delle domande di sospensione dei debiti delle imprese è già stato accolto. Da novembre 2009, infatti, le piccole e medie imprese hanno potuto contare su cinque miliardi di liquidità, mentre da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm"><img class="alignleft size-full wp-image-9240" src="http://www.bassitassi.com/wp-content/uploads/2010/01/soldi.jpg" alt="soldi" width="280" height="280" />Il <strong>ministero dell&#8217;economia</strong> e <strong>l&#8217;Abi</strong> hanno concluso il bilancio della <strong>moratoria</strong> di fine novembre. E il risultato è stato che il 77 per cento delle domande di sospensione dei debiti delle imprese è già stato accolto. Da novembre 2009, infatti, le piccole e medie imprese hanno potuto contare su cinque miliardi di liquidità, mentre da ottobre 2009 il dato si era attestato a due miliardi, si legge nel comunicato che espone i nuovi dati del monitoraggio sul ricorso effettivo all<strong>&#8216;Avviso comune</strong>, ossia l&#8217;accordo siglato il 3 agosto tra il ministero dell&#8217;Economia, l&#8217;Abi e le altre rappresentanze dell&#8217;Osservatorio permanente sui rapporti tra le banche e le imprese. <span id="more-9239"></span>“I dati ufficiali del monitoraggio, segnalano che le richieste delle imprese dal novembre 2009 sono state più di <strong>84mila</strong> per un valore complessivo di <strong>25,5 miliardi di euro</strong> di finanziamento” prosegue il comunicato dell&#8217;Associazione delle banche. Ad ottobre 2009 le stime parlavano di poco più di <strong>46mila</strong> domande, per un controvalore di <strong>16 miliardi di euro</strong> di finanziamenti. E, appunto, il<strong> 77 per cento</strong> di queste domande è stato accolto: ciò significa che, considerando i 30 giorni necessari per i tempi dell&#8217;istruttoria, già 55mila domande sono andate a buon fine per un ammontare di quasi <strong>19 miliardi di euro</strong>; per il momento restano da esaminare ancora <strong>15mila</strong> richieste, ma si prevede che solo l&#8217;1 per cento non sarà accolto. “Da novembre le banche hanno messo a disposizione delle imprese circa 5 miliardi di euro” ha confermato <strong>Corrado</strong> <strong>Faissola</strong>, presidente dell&#8217;Abi. Tra le domande, emergono quelle richieste dall&#8217;industria, dal commercio e dal settore alberghiero. Inoltre, sempre secondo i dati del monitoraggio, a fare richiesta del finanziamento sarebbero in maggioranza le imprese del <strong>Nord</strong> <strong>Italia</strong> col 56,5 per cento del totale. “L&#8217;adesione delle banche all&#8217;Avviso comune, ossia la volontà di sostenere ulteriormente il sistema delle imprese in questa fase, è stata rilevante” conclude Faissola, mentre proprio in questi giorni il ministero dell&#8217;Economia sta proprio valuntando la possibilità di ampliare la platea degli interessati e il raggio di applicabilità dell&#8217;accordo, ammettendo alla moratoria anche i finanziamenti che si sono avvalsi di contributi pubblici.</p>
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		<title>Innovazione e hi-tech: finanziamenti ministeriali per le PMI</title>
		<link>http://www.bassitassi.com/finanziamenti-pmi-innovazione-hi-tech-sviluppo-economico/8888/</link>
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		<pubDate>Thu, 31 Dec 2009 14:02:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fil</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per le aree sottoutilizzate del nostro Paese, arriva un plafond di finanziamenti ministeriali pari a 12,5 milioni di euro con la finalità di incentivare sia il trasferimento tecnologico, sia la creazione di nuove realtà imprenditoriali operanti nel settore dell&#8217;hi-tech. A darne notizia lunedì scorso è stato il Ministero dello Sviluppo Economico dopo che il Ministro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-8893" src="http://www.bassitassi.com/wp-content/uploads/2009/12/innovazione-tecnologica-finanziamenti-300x159.jpg" alt="innovazione-tecnologica-finanziamenti" width="300" height="190" />Per le aree sottoutilizzate del nostro Paese, arriva un plafond di <strong>finanziamenti ministeriali</strong> pari a 12,5 milioni di euro con la finalità di incentivare sia il trasferimento tecnologico, sia la creazione di <strong>nuove realtà imprenditoriali</strong> operanti nel settore dell&#8217;hi-tech. A darne notizia lunedì scorso è stato il Ministero dello Sviluppo Economico dopo che il Ministro <strong>Claudio Scajola</strong> ha firmato il relativo Decreto con l&#8217;obiettivo di agevolare lo sviluppo imprenditoriale nelle aree più svantaggiate del nostro Paese, ma anche per garantire ed incentivare in tali zone la domanda di <strong>occupazione qualificata</strong>. In particolare, per l&#8217;accesso ai fondi il Ministero dello Sviluppo Economico metterà a punto un Bando al quale, in cordata, potranno partecipare tutti quei soggetti che sono in grado di promuovere ed incentivare <strong>l&#8217;innovazione d&#8217;impresa</strong>, ovverosia le associazioni degli imprenditori che hanno un <strong>forte radicamento sul territorio</strong>, ma anche ovviamente i centri di ricerca pubblici, le <a href="http://www.bassitassi.com/tag/universita/" target="_blank">università</a> ed altri soggetti operanti nel no-profit.</p>
<p><span id="more-8888"></span></p>
<p>Nel momento in cui il Decreto del <a target="_blank" href="http://www.finanzalive.com/tag/claudio-scajola/" target="_blank">Ministro Scajola</a> sarà pubblicato nella <strong>Gazzetta Ufficiale</strong>, le cordate composte dai soggetti sopra citati, nelle aree più svantaggiate del nostro Paese, avranno massimo 90 giorni di tempo per presentare la <strong>domanda</strong> relativa a progetti che, in particolare, dovranno essere incentrati sulle seguenti dieci <strong>aree tecnologiche</strong>: biotecnologie; tecnologie per l’automazione e sensoristica; tecnologie energetiche; tecnologie elettriche, elettroniche ed elettro-ottiche; tecnologie ambientali; tecnologie meccaniche e della produzione industriale; tecnologie organizzativo-gestionali; tecnologie chimiche e separative; materiali avanzati, micro e nanotecnologie; tecnologie per l’informatica e le telecomunicazioni.</p>
<p>I progetti, aventi una durata massima di due anni, e per un importo minimo di un milione, e massimi due milioni di euro, che saranno selezionati per l&#8217;accesso ai <a href="http://www.bassitassi.com/category/prestiti/finanziamento/" target="_blank">finanziamenti</a> ministeriali, potranno ottenere risorse pari al 50% della <strong>spesa ammissibile</strong> con la finalità di marketing, dimostrazione e diffusione delle tecnologie che dovranno essere poi trasferite alle <strong>piccole e medie imprese</strong>.</p>
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		<title>Accesso al credito PMI: più semplice con il Fondo centrale di garanzia</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 17:57:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fil</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Venerdì scorso, 4 dicembre 2009, sono entrate ufficialmente in vigore le nuove procedure finalizzate a rendere più semplice l&#8217;accesso al credito per le piccole e medie imprese attraverso il Fondo centrale di garanzia, uno strumento anticrisi che ora, grazie a nuovi criteri di valutazione, assume ancor più importanza. In particolare, i nuovi criteri, entrati in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-7762" src="http://www.bassitassi.com/wp-content/uploads/2009/11/finanziamenti-pmi-roma.jpg" alt="finanziamenti-pmi-roma" width="300" height="204" />Venerdì scorso, 4 dicembre 2009, sono entrate ufficialmente in vigore le nuove procedure finalizzate a rendere più semplice l&#8217;<strong>accesso al credito</strong> per le piccole e medie imprese attraverso il Fondo centrale di garanzia, uno <strong>strumento anticrisi</strong> che ora, grazie a nuovi criteri di valutazione, assume ancor più importanza. In particolare, i nuovi criteri, entrati in vigore a seguito dell&#8217;emanazione dei relativi <strong>provvedimenti attuativi</strong>, permettono, ad esempio, ad un&#8217;impresa in start up di fruire di semplificazioni a livello procedurale per l&#8217;<a target="_blank" href="http://www.bassitassi.com/tag/accesso-al-credito/" target="_blank">accesso al credito</a> in corrispondenza di <strong>importi ridotti</strong>. Secondo la Confartigianato, dopo l&#8217;allargamento dell&#8217;accesso al Fondo alle imprese artigiane, trattasi di una novità di portata storica a sostegno delle <strong>PMI</strong> e dell&#8217;<a href="http://www.finanzalive.com/tag/economia/" target="_blank">economia</a> reale.</p>
<p><span id="more-8370"></span></p>
<p>D&#8217;altronde i dati 2009 relativi al <strong>Fondo centrale di garanzia</strong> parlano chiaro: gli ultimi dati, infatti, individuano un incremento del 185,8% dei <a href="http://www.bassitassi.com/category/prestiti/finanziamento/" target="_blank">finanziamenti</a> richiesti a fronte dell&#8217;87,3% di quelli accolti. In ogni caso, sul <strong>Fondo centrale di garanzia</strong>, e sul suo corretto funzionamento anche e sopratutto a seguito dell&#8217;entrata in vigore dei nuovi criteri semplificati, &#8220;vigila&#8221; l’Osservatorio del <strong>Comitato di Gestione</strong>, il quale, almeno per i primi sei mesi dall&#8217;entrata in vigore dei nuovi criteri si occuperà, eventualmente, di apportare dei <strong>perfezionamenti</strong> e delle modifiche tenendo conto sia delle caratteristiche dimensionali delle imprese, sia della loro <strong>posizione settoriale e territoriale</strong>.</p>
<p>Per quanto riguarda la dotazione del <strong>Fondo centrale di garanzia</strong>, questa sarà ampliata fino a 1,6 miliardi da qui al 2012, con l&#8217;estensione, come accennato, a favore delle <a href="http://www.bassitassi.com/tag/imprese/" target="_blank">imprese</a> artigiane, ma anche in parte a quelle del <strong>settore dei trasporti</strong> con una dotazione ad hoc pari a 50 milioni di euro. E visto che da qui ai prossimi mesi l&#8217;economia italiana, che già su base trimestrale ha fatto registrare il rimbalzo del <strong>prodotto interno lordo</strong>, è attesa alla prova del nove della crescita, è chiaro che è fondamentale che le PMI possano avere, accedendo al credito, spalle forti e larghe per poter <strong>intercettare la ripresa</strong>.</p>
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		<title>Credito chirografario agevolato per le imprese artigiane</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 15:48:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fil</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per il settore dell&#8217;artigianato, su scala regionale, c&#8217;è la possibilità di poter ottenere dei finanziamenti a breve termine per far fronte alle temporanee esigenze di cassa, o per fare investimenti, potendo altresì fruire di particolari agevolazioni. Ad esempio, nella Regione Marche, attraverso Fidimpresa, le imprese artigiane che operano sul territorio regionale, e regolarmente iscritte nei rispettivi albi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-7582" src="http://www.bassitassi.com/wp-content/uploads/2009/11/credito-chirografario-agevolato.jpg" alt="credito-chirografario-agevolato" width="300" height="197" />Per il <strong>settore dell&#8217;artigianato</strong>, su scala regionale, c&#8217;è la possibilità di poter ottenere dei finanziamenti a breve termine per far fronte alle temporanee esigenze di cassa, o per fare investimenti, potendo altresì fruire di particolari <strong>agevolazioni</strong>. Ad esempio, nella Regione Marche, attraverso Fidimpresa, le imprese artigiane che operano sul territorio regionale, e regolarmente iscritte nei rispettivi albi provinciali, possono ottenere un <strong>credito chirografario</strong> agevolato ideale, tra l&#8217;altro, per le imprese artigiane di nuova costituzione che possono far leva su tassi particolarmente vantaggiosi. Al <strong>credito chirografario</strong> agevolato possono inoltre accedere anche le cooperative ed i consorzi che, iscritti nelle apposite sezioni separate dell&#8217;albo degli artigiani, hanno bisogno di un <a href="http://www.bassitassi.com/tag/finanziamento/" target="_blank">finanziamento</a> per effettuare degli <strong>investimenti in macchinari o attrezzature</strong>, o per far fronte a temporanee esigenze di <strong>liquidità aziendale</strong> o di elasticità di cassa con un piano di rientro a breve termine, di norma avente una scadenza nell&#8217;arco di massimi quarantotto mesi.</p>
<p><span id="more-7575"></span></p>
<p>L&#8217;agevolazione di un finanziamento stipulato con la formula del<strong> credito chirografario agevolato</strong> prevede, grazie all&#8217;intervento di Fidimpresa Marche, l&#8217;erogazione di un contributo regionale in <strong>conto interessi</strong> nella misura del 30% del tasso di riferimento, ma questo può essere inoltre elevato fino al 50% potendo così abbattere della metà gli <a href="http://www.bassitassi.com/tag/interessi/" target="_blank">interessi</a><strong> </strong>pagati sul <strong>prestito</strong>.</p>
<p>Rientrano in questa forte agevolazione tutte quelle <strong>imprese artigiane</strong> del territorio della Regione Marche dove il titolare, o almeno uno dei soci dell&#8217;azienda o della cooperativa, abbia un&#8217;età compresa tra i diciotto ed i trentadue anni; lo stesso dicasi anche per tutte quelle <strong>imprese dell&#8217;artigianato,</strong> operanti sul territorio della Regione Marche, che risultano essere <a href="http://www.bassitassi.com/category/prestiti/finanziamenti-nuove-imprese/" target="_blank">costituite da meno di un anno</a>, quelle che operano nei Comuni delle Comunità Montane, e quelle che esercitano un&#8217;attività di artigianato di qualità o con <strong>produzione artigianale e/o artistica</strong>. Il credito chirografario agevolato può essere rimborsato dall&#8217;impresa artigiana con addebito su conto corrente bancario a seguito di un <strong>piano di ammortamento</strong> avente scadenza e periodicità concordata in sede di stipula.</p>
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		<title>Il Friuli finanzia le proprie imprese</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 06:09:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo Stato ha fatto la propria parte, i privati – chi più e chi meno – pure. Le famiglie stanno facendo la propria parte, nel doppio ruolo di ammortizzatore sociale e volano della ripresa, le banche sembra si siano forse (finalmente) convinte a svolgere il proprio ruolo. La crisi economica ha chiamato in causa una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft size-medium wp-image-7162" src="http://www.bassitassi.com/wp-content/uploads/2009/10/soldi-euro-200x300.jpg" alt="soldi-euro" width="200" height="300" />Lo Stato ha fatto la propria parte, i privati – chi più e chi meno – pure. Le famiglie stanno facendo la propria parte, nel doppio ruolo di ammortizzatore sociale e volano della ripresa, le banche sembra si siano forse (finalmente) convinte a svolgere il proprio ruolo. La <strong>crisi economica</strong> ha chiamato in causa una molteplicità di attori, in uno sforzo di coesione sociale che in questa Italia dei cento campanili, dei milioni di interessi e dei due blocchi politici contrapposti certo non era facile architettare. Forse ci stiamo riprendendo, forse la ripartenza è dietro l’angolo, <strong>sicuramente i dati sulla produzione industriale</strong> cominciano a segnare un “più” dopo che per trimestri e trimestri il segno davanti al dato era un meno. Cosa fanno, in tutto questo panorama, gli organi statali più prossimi alle aziende e cioè <strong>le regioni?</strong><br />
<span id="more-7161"></span><br />
Oggi <strong>vediamo il caso del Friuli-Venezia Giulia</strong>, una delle realtà gioco-forza più attente al comparto della piccola e media impresa (PMI) che poi è anche quello su cui si fondano le principali speranze di risalita dell’economia. Ebbene, <strong>approfittando dell’opportunità offerta dall’Unione Europea</strong> che ha scelto di rendere temporaneamente meno restrittive le regole sugli aiuti di Stato alle imprese, la regione ha messo a punto un piano organico d’interventi finanziari a favore delle aziende colpite dalla crisi.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Quattrocento milioni (di €uro)</strong>: questo è quanto stanziato da giugno a oggi. Soldi che sono stati utilizzati per sanare le criticità individuate, indirizzando gli interventi verso i vari settori produttivi più in difficoltà. Il tutto, facendo squadra: la regione Friuli ha infatti architettato un sistema di <strong>alleanze con banche e confidi</strong>, che si concretizza attraverso l’acquisto di obbligazioni, che permetterà alle imprese un accesso più <strong>diretto al credito</strong>. Agevolazioni per le imprese, dunque, specialmente per i numerosi nodi del tessuto delle piccole e medie realtà che tanto è radicato in questa realtà del Nord-Est.</p>
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		<title>Credito alle imprese: meno richieste, maggiore soddisfazione</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 11:43:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Osservatorio sul credito e sul fabbisogno finanziario delle imprese del commercio del turismo e dei servizi di Confcommercio]]></category>

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		<description><![CDATA[Continua la nostra analisi alla scoperta dei principali segnali di ripresa registrati dall’economia dopo la tremenda crisi che ha messo in discussione le fondamenta stesse del sistema produttivo occidentale. La nostra ultima scoperta, che poi tanto nostra non è, si colloca nel versante del credito alle imprese. Uno dei settori più in crisi, una delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft size-medium wp-image-6979" src="http://www.bassitassi.com/wp-content/uploads/2009/10/stampa-soldi-239x300.jpg" alt="stampa-soldi" width="239" height="300" />Continua la nostra analisi alla scoperta dei principali <strong>segnali di ripresa</strong> registrati dall’economia dopo la tremenda crisi che ha messo in discussione le fondamenta stesse del sistema produttivo occidentale. La nostra ultima scoperta, che poi tanto nostra non è, si colloca nel versante del <strong>credito alle imprese</strong>. Uno dei settori più in crisi, una delle cause scatenanti dello stop dell’economia e delle migliaia di licenziamenti/casse integrazioni dei quali abbiamo sentito parlare negli ultimi mesi. Uno dei principali indicatori <strong>per capire se come e quanto la crisi possa dirsi realmente finita</strong>, sembra finalmente aver dato risposte da “semaforo verde” per la ripresa nonostante esistano ancora delle aree di debolezza. Andiamo a scoprirle insieme.<br />
<span id="more-6978"></span><br />
Anzitutto dobbiamo parlare della genitura del rapporto in analisi: parleremo dei risultati dell’<strong>Osservatorio sul credito e sul fabbisogno finanziario delle imprese del commercio, del turismo e dei servizi di Confcommercio</strong>. Una voce autorevole, decisamente attendibile, sicuramente da prendere in considerazione. Secondariamente, ma forse più importanti, vengono i dati dell’ultimo trimestre. Dati, come abbiamo già avuto modo di anticipare, incoraggianti, se è vero – come è vero – che <strong>è diminuita la domanda di credito</strong> da parte delle imprese nel terzo trimestre (solo una su quattro ha chiesto un fido, contro l’uno su tre del trimestre precedente), <strong>mentre per contro è aumentata la percentuale di soddisfazione delle banche</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Sono insomma sempre di più gli istituti di credito che hanno concesso denaro in prestito alle imprese: il 72,5% si è visto accordare un finanziamento pari o addirittura superiore a quanto richiesto, contro il 64% del trimestre precedente. <strong>Migliora anche il costo del credito</strong>, avvertito da quasi un terzo delle aziende contro il 24% dei tre mesi precedenti. Per contro, però, c’è da segnalare anche una cattiva notizia: <strong>aumentano infatti le imprese che denunciano difficoltà</strong> a far fronte al proprio fabbisogno finanziario (+ 12,5%, dal 40 al 45).</p>
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		<title>Finanziamenti nuove società: offerta Unicredit</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 09:31:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Ricciardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Finanziamenti Nuove Imprese]]></category>

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		<description><![CDATA[La fase di start up é la più critica per un&#8217;imprenditore che ha deciso di dar vita alla propria idea imprenditoriale. Spesso l&#8217;entusiamo di poter finalmente concretizzare un progetto viene smorzato dall&#8217;insufficienza di fondi.
Iniziare un’attività di impresa non è un’ operazione per nulla semplice. Soprattutto per i giovani che, animati da buone intenzioni e progetti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-7104" title="Unicredit" src="http://www.bassitassi.com/wp-content/uploads/2009/10/Unicredit1.jpg" alt="Unicredit" width="280" height="97" />La fase di <strong><em>start up</em></strong> é la più critica per un&#8217;imprenditore che ha deciso di dar vita alla propria idea imprenditoriale. Spesso l&#8217;entusiamo di poter finalmente concretizzare un progetto viene smorzato dall&#8217;<strong>insufficienza di fondi</strong>.</p>
<p><strong>Iniziare un’attività di impresa</strong> non è un’ operazione per nulla semplice. Soprattutto per i giovani che, animati da buone intenzioni e progetti, spesso non hanno i mezzi necessari per intraprendere questo difficile percorso. Per questo motivo ormai quasi tutte le banche sono attrezzate per l&#8217;erogazione di <strong>finanziamenti a nuove società</strong> allo scopo di agevolare i nuovi imprenditori nella ricerca di <strong>fondi di investimento</strong>. <strong> </strong></p>
<p><strong>Nuove Imprese</strong> è l&#8217;idea di <a target="_blank" href="http://www.unicreditbanca.it/it/imprese/">UniCredit Banca</a> per chi desidera mettersi in proprio o per chi lo ha fatto da meno di un anno e mezzo. La banca offre un pacchetto di <strong>prodotti e servizi bancari</strong> comprensivo di un <a href="http://www.bassitassi.com/category/prestiti/finanziamenti-nuove-imprese/">finanziamento</a> allo scopo di aiutare il neoimprenditore o aspirante tale nella realizzazione della propria idea imprenditoriale o nello sviluppare l&#8217;attività già esistente.</p>
<p><span id="more-7102"></span></p>
<p>I finanziamenti sono dedicati ai neoimprenditori di <strong>Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Piemonte, Valle d&#8217;Aosta, Liguria, Emilia Romagna</strong>. Il finanziamento é diestinato ad imprese di qualsiasi forma giuridica.</p>
<p>Affinchè si possa accedere al finanziamento, alla data di presentazione della domanda devono sussistere determinati requisiti tra cui la sede legale e operativa in una delle regioni di cui sopra, l&#8217;iscrizione alla <strong>C.C.I.A.A.</strong> da non più di 18 mesi e regolarità nel pagamento dei diritti camerali, assenza di elementi pregiudizievoli.</p>
<p>Possono accedere al <strong>finanziamento nuove imprese</strong> solo coloro che hanno già un conto corrente aperto presso la banca (anche aperto appositamente per ottenere e rimborsare il prestito). Inoltre il titolare dell&#8217;impresa dovrà  Per poter perfezionare il finanziamento, l&#8217;impresa dovrà dimostrare l&#8217;apporto di mezzi propri pari ad almeno il 30% del piano di investimenti da realizzare ed infine aver notificato alla C.C.I.A.A. l&#8217;inizio attività economica (quindi non é sufficiente la sola iscrizione).</p>
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		<title>Imprebanca: a favore degli imprenditori</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 20:56:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Ricciardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Finanziamenti Nuove Imprese]]></category>
		<category><![CDATA[aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Imprebanca]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditori]]></category>
		<category><![CDATA[imprese]]></category>
		<category><![CDATA[Lazio]]></category>

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		<description><![CDATA[Imprebanca, il nuovo istituto di credito che sostiene gli imprenditori, nata proprio con lo scopo di fornire conti correnti e molti altri servizi bancari alle aziende.
Nata da un gruppo di imprenditori romani (il direttore generale  sarà Riccardo Lupi, responsabile della direzione finanziaria Bnl fino al 2007), la banca al momento non é ancora operativa, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-6963" title="prestiti" src="http://www.bassitassi.com/wp-content/uploads/2009/10/prestiti2.jpg" alt="prestiti" width="280" height="187" />Imprebanca</strong>, il nuovo istituto di credito che sostiene gli <a href="http://www.bassitassi.com/category/prestiti/finanziamenti-nuove-imprese/">imprenditori</a>, nata proprio con lo scopo di fornire<strong> conti correnti </strong>e molti altri <strong>servizi bancari alle aziende</strong>.</p>
<p>Nata da un gruppo di imprenditori romani (il direttore generale  sarà Riccardo Lupi, responsabile della direzione finanziaria <strong>Bnl </strong>fino al 2007), la banca al momento non é ancora operativa, ma lo sarà all’inizio del 2010 e il primo sportello verrà aperto nella sede <strong>Confcommercio di Roma</strong>. Successivamente sarà aperto uno sportello all’interno di una filiale <strong>Ina Assistalia</strong>. Entro 5 anni gli sportelli di Imprebanca dovrebbero diventare 13 più 6 punti dislocati presso le Sedi della<strong> Confcommercio </strong>romana e 30 sportelli<strong> Atm</strong>.</p>
<p><span id="more-6962"></span></p>
<p>L&#8217;istituto si propone di offrire prodotti innovativi studiati appositamente per il mondo imprenditoriale del <strong>Lazio</strong>, mettendo insieme il <strong>Gruppo Banca Finnat</strong>, la compagnia assicurativa Ina e l&#8217;ente per concessioni ai lavoratori aziendali, Ecla. La collaborazione con i partner <strong>Ina e Banca Finnat</strong> fornirà a Imprebanca prodotti di bancassurance e altri servizi dedicati alle imprese.Tra gli azionisti della nuova banca ci sono molti gruppi imprenditoriali della capitale che operano nei <strong>settori del commercio, dell’edilizia, del turismo e della grande distribuzione</strong>. Gli imprenditori quindi saranno amministratori di una <strong>banca multifunzione</strong>, che risponderà alle esigenze di cittadini e imprese laziali:</p>
<blockquote><p>La nascita di una banca a opera di un gruppo di imprenditori dedicata alle piccole e medie imprese – ha affermato <strong>Davide Bordoni</strong>, assessore alle Attività produttive &#8211; è uno strumento per dare soluzioni concrete e aiutare la crescita economica della capitale. La creazione di un istituto di credito ad hoc legato alla dimensione romana può costituire un volano per l’economia capitolina e fornire risposte certe per le concessioni creditizie, la certezza dei tempi e la trasparenza.</p></blockquote>
<p>La banca punta di realizzare nei primi cinque anni un bacino di più di 25 mila clienti retail e 5 mila imprese, con un volume di attività che si prospetta sui 500 milioni di euro di <strong>impeghi</strong>, e 200 milioni di euro di <strong>raccolta</strong>.</p>
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		<title>Credito alle imprese, la difesa del presidente ABI Faissola</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 06:33:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Finanziamenti Nuove Imprese]]></category>
		<category><![CDATA[Finanziamento]]></category>
		<category><![CDATA[Abi]]></category>
		<category><![CDATA[meeting Confesercenti Perugia]]></category>
		<category><![CDATA[presidente ABI Corrado Faissola]]></category>
		<category><![CDATA[Tremonti Bond]]></category>

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		<description><![CDATA[Chissà mai che qualcuno, in Italia, sentendosi preso in giro da banche giornali (spesso di proprietà delle prime…) ed istituzioni non cominci ad accarezzare l’idea di scuotersi dal torpore di comodo che lo ha rapito, ed incominci a meditare circa l’opportunità di impegnarsi in prima persona per guidare una trasformazione seria del – cosiddetto – [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft size-medium wp-image-6299" src="http://www.bassitassi.com/wp-content/uploads/2009/09/faissola-300x232.jpg" alt="faissola" width="300" height="232" />Chissà mai che qualcuno, in Italia, sentendosi preso in giro da banche giornali (spesso di proprietà delle prime…) ed istituzioni non cominci ad accarezzare l’idea di <strong>scuotersi dal torpore</strong> di comodo che lo ha rapito, ed incominci a meditare circa l’opportunità di impegnarsi in prima persona per <strong>guidare una trasformazione seria</strong> del – cosiddetto – “Sistema Paese”. Qualcuno ci spieghi perché, ad esempio, dinanzi al <em>j’accuse</em> portato avanti dal mondo dell’informazione circa la contrazione del credito alle imprese, le banche possano permettersi, per bocca del presidente della loro associazione (ABI) Corrado Faissola, di rispondere che invece <strong>i soldi ci sono</strong>, e sono ben più di quelli della media europea, pur senza ricorrere ai <a href="http://www.bassitassi.com/?s=%E2%80%9CTremonti+Bond%E2%80%9D" target="_blank">“Tremonti Bond”</a>. Intanto, chissà perché, <strong>molte aziende chiudono per mancanza di liquidità: misteri…</strong><br />
<span id="more-6298"></span><br />
A noi spetta il dovere di cronaca, ed a questo ci atteniamo. È per questo che vi riferiamo delle parole nette e precise di Faissola durante il suo intervento al <strong>meeting di Confesercenti a Perugia</strong>. Il sistema bancario? Ha fatto e sta continuando a fare tutto il possibile, basta con le critiche. Questo è il sunto del discorso, ben argomentato lungo tutta la durata del ragionamento esposto da Faissola. <strong>“Le banche non fanno mancare il credito alle imprese:</strong> i prestiti soprattutto alle piccole e medie assorbono il 70-80% del loro attivo”.</p>
<p style="text-align: justify">Il che significa uno sforzo doppio rispetto alla media europea, dove la media del rapporto credito alle imprese/attivo delle banche si ferma su una quota non superiore al 50%. A titolo di merito, poi, va ricordato che sono stati <strong>molto pochi gli istituti tentati dalla sirena dello strumento di salvataggio</strong> rappresentato dai cosiddetti “Tremonti Bond”. “Sono strumenti di quasi salvataggio, molto onerosi, lo Stato non ci ha dato neanche un Euro” la difesa di Faissola. Il quale, <strong>forse, non ha colto</strong> che la mano del Governo è stata tesa non alle banche bensì alle aziende, proprio attraverso quegli istituti che avessero scelto di far ricorso ai Bond.</p>
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