La cartolarizzazione spiegata dal Banco di Sicilia

di Moreno Commenta

Le operazioni di “cartolarizzazione” sono regolate in Italia dalla legge 130 del 30 aprile 1999. In base a tale norma la cessione del credito diventa efficace con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’Avviso di Cessione dei crediti (avviso che contiene elencate le caratteristiche comuni di tutti i crediti ceduti).

La Banca d’Italia dispone inoltre che il debitore ceduto debba essere avvisato della avvenuta cessione alla prima occasione utile.

Le operazioni di cartolarizzazione, già largamente diffuse sui mercati internazionali e ora sempre più anche in Italia, consistono – in sintesi – nella vendita di crediti (per esempio mutui, prestiti personali, etc.) ad una società che, per pagarli, emette dei titoli obbligazionari sul mercato (quindi li trasforma in “carta”, da qui il nome di queste operazioni).

La legge dispone che le società che acquistano crediti per questo tipo di operazioni non possano esercitare altre attività se non quelle connesse con la gestione dei crediti acquistati.

La suddetta legge prevede, inoltre, che si debba individuare un soggetto qualificato il quale provveda a incassare tutte le somme dovute in relazione ai crediti ceduti (nel caso di mutui si tratta delle rate che scadono tempo per tempo), e questo soggetto, in genere, è lo stesso soggetto che ha originariamente concesso il mutuo.

Gli adempimenti per il mutuatario (il cliente che ha ottenuto il mutuo) non cambiano, ed egli continuerà a pagare le rate alla propria Banca (il Banco di Sicilia) che a sua volta provvede a versarle al nuovo creditore giuridico.

La cartolarizzazione quindi non comporta per il cliente cambiamenti gestionali o operativi: la gestione dei rapporti bancari resta presso l’Agenzia di riferimento della Banca in cui è radicata la relazione con il cliente stesso, e restano del tutto invariate le condizioni e le caratteristiche del mutuo e le comunicazioni che il cliente riceve dalla Banca per conto della società di cartolarizzazione.