Calano gli affitti e l’Emilia Romagna offre aiuto a famiglie più disagiate

di Laura 1

affittoIl secondo semestre 2008 é stato caratterizzato, a livello nazionale, da una diminuzione media dei canoni dell’1,3 per cento sui bilocali e di -0,7 sui trilocali. I dati sono stati elaborati da uno studio di Tecnocasa. La regione dove si registra il calo più consistente é l’Emilia Romagna: a Bologna una riduzione del costo locativo del 4,2% per i bilocali e del 3,7% per i trilocali, diminuzione del 4% per i bilocali si sono avuti a Rimini e Forli’; -2,5% a Parma; -1,4% per i trilocali a Reggio Emilia. Chi invece registra un aumento dei canoni medi? I più elevati si riconfermano quelli di Roma, dove per un bilocale si spendono in media 850 euro al mese e per un trilocale 1050 euro, a seguire Milano con 750 euro e 1000 euro al mese.

Nella seconda parte dell’anno si è confermato l’aumento della domanda di appartamenti in affitto determinato dalla maggiore difficoltà di accesso al mercato del credito e di conseguenza al mercato dell’acquisto della casa. – commentano i dati gli analisti di Tecnocasa – . Ad alimentare questa fetta di mercato sono soprattutto i single e le giovani coppie. Allo stesso tempo però si è registrata una maggiore propensione all’acquisto da parte di coloro che pur avendo la possibilità di comprare erano in una situazione di attesa intimoriti dal rialzo dei tassi d’interesse.

In Emilia Romagna non solo affitti meno cari ma anche un provvedimento per aiutare le famiglie economicamente disagiate. La Regione ha infatti varato un provvedimento relativo a oltre 20 milioni di euro per il sostegno all’affitto. Le domande per usufruire dell’aiuto (di cui non si precisa ancora l’ammontare per singola famiglia), dovranno essere presentate presso i Comuni di residenza entro sabato 20 giugno 2009.

Gian Carlo Muzzarelli, assessore regionale alla Programmazione e sviluppo territoriale afferma:

Rileviamo una tendenza crescente al ricorso allo strumento del Fondo sociale per l’affitto, a dimostrazione di un preoccupante aggravarsi del disagio abitativo. Il ridotto impegno statale, calato dagli oltre 31 milioni di euro del 2005 sino agli attuali 17,3, non ci consente di rispondere in pieno alle domande. Affinché il Fondo possa svolgere efficacemente il proprio compito occorrono al contempo risorse finanziarie adeguate e politiche nuove che tengano conto dei cambiamenti socio-economici. L’affitto è una tra le principali voci di spesa per tante famiglie: per questo siamo impegnati a valorizzare il Fondo sociale e ogni altro strumento utile a consentire alle fasce più deboli della popolazione un più agevole accesso alla casa, bene primario e centro degli affetti di ogni persona.

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