Banca etica compie dieci anni

di Gianfilippo Verbani Commenta


 Nata nel 1999 dopo un lungo percorso portato avanti da associazioni del Terzo Settore che difficilmente trovavano credito presso gli istituti tradizionali, oggi Banca Etica può cantare vittoria. E non si tratta di un’esagerazione. In un contesto in cui crisi, fallimenti e nazionalizzazioni sono quasi all’ordine del giorno, c’è chi con orgoglio può annunciare risultati più che soddisfacenti. Con le sue 12 filiali, Banca Eticaraccolta di risparmio pari a 560 milioni di euro ha una (erano circa 197 milioni nel 2002), cui si aggiungono gli oltre 230 milioni di euro di patrimonio affidato alla società di gestione del risparmio, Etica sgr. L’istituto attualmente finanzia oltre 3 mila iniziative di economia sociale per 432 milioni di euro, rispetto ai 69 milioni del 2001.

Quali sono i princìpi (orientamenti valoriali e i principi deontologici che guidano le scelte strategiche, le linee politiche e i comportamenti operativi) che regolano l’istituto? L’Articolo 5 dello Statuto di Banca Popolare Etica, recita:

* la finanza eticamente orientata è sensibile alle conseguenze non economiche delle azioni economiche;
* il credito, in tutte le sue forme, è un diritto umano;
* l’efficienza e la sobrietà sono componenti della responsabilità etica;
* il profitto ottenuto dal possesso e scambio di denaro deve essere conseguenza di attività orientate al bene comune e deve essere equamente distribuito tra tutti i soggetti che concorrono alla sua realizzazione;
* la massima trasparenza di tutte le operazioni è un requisito fondante di qualunque attività di finanza etica;
* va favorita la partecipazione alle scelte dell’impresa, non solo da parte dei soci, ma anche dei risparmiatori;
* l’istituzione che accetta i princìpi della finanza etica orienta con tali criteri l’intera sua attività.

Quindi non solo crisi e fallimenti. L’investire nel sociale, nell’ambiente, nel commercio solidale ha dato i suoi frutti. Oggi, nel pieno di una grave crisi economica globale innescata dagli eccessi di una finanza malata, i risultati e le prospettive della banca sembrano quasi surreali.