Arbitro bancario finanziario, l’antidoto veloce per le controversie cliente-sportello

di Moreno 1

In questa Italia dove tutti sono propensi a dire che nulla funziona e che c’è bisogno di maggiore apertura, sui mercati e non solo lì, qualcosa che si muove nella giusta direzione, comunque, c’è: è solo che non sono in molti a conoscerne l’esistenza… Sapevate, ad esempio, che all’istituto del giudice è stato sostituito, per alcuni casi ben definiti e circoscrivibili, quello dell’Arbitro bancario finanziario? Presente nell’ordinamento da un anno, era il 15 di ottobre del 2009 quando vedeva la luce, esso si è messo immediatamente al lavoro per dirimere le questioni sollevate dalla clientela a carico di istituti di credito poco virtuosi o presunti tali, con una serie di vantaggi a carico dei risparmiatori.

A cominciare dal costo, evidentemente simbolico, dell’intero iter della pratica avanzata da chiunque sia nelle condizioni di lamentare un comportamento scorretto e nella presunzione di avere ragione a lamentarlo: 20 euro! A fronte di una controversia, cinque membri si riuniscono per deliberare: sono un presidente, due componenti scelti da Bankitalia, uno designato dalle associazioni degli intermediari e un altro, ultimo ma non meno importante, designato dalle associazioni che rappresentano i clienti. L’arbitrato sottrae una mole di lavoro consistente eppure non così urgente e problematica da dirimere ai giudici dei tribunali, elimina la necessità dell’avvocato che assista il cliente e risolve in tempi brevi le controversie tra le parti.

Tanto che in un anno sono stati ben 2.600 i ricorsi giunti nei tre collegi attivati in tutta la Penisola: il 44% a Milano, il 35 a Roma e il 22 a Napoli, con percentuali di evasione della pratica vicine alla metà (sono state soddisfatte, in un senso o nell’altro, ben 1.200 richieste di Arbitrato) e in linea con i dati per area. In testa alla hit parade dei “più controversi”, un terzetto che abbraccia un po’ tutte le principali funzioni bancarie: conti correnti, mutui, e bancomat.

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